Secondo il Rapporto Benessere equo e sostenibile realizzato da Istat e Cnel, l'utilizzo di Internet è aumentato negli ultimi anni fino a coinvolgere il 54% della popolazione italiana, ma rimane 16 punti sotto la media europea. È Inoltre ancora marcato il digital divide nel Mezzogiorno, tra le donne e gli anziani che non accenna di ridursi.
Nello studio che traccia l'identikit del benessere equo e sostenibile si sottolinea infatti come il divario tecnologico vede sfavorito il Mezzogiorno, gli anziani, le donne e le persone con basso titolo di studio che è ancora forte e non mostra segnali ssignificativi di miglioramento.
Il rapporto tra spesa per ricerca e sviluppo (R&S) e Pil è stabile all'1,3% a fronte di una media europea del 2% e di un obiettivo del 3%. Più della metà della spesa è sostenuta dalle imprese, ma è ancora distante l'obiettivo europeo che prevede un significativo impegno dei privati nella ricerca.
Anche il numero di brevetti è basso (73,3% per milione di abitanti contro una media europea di 108,6%), i settori ad alta tecnologia coinvolgono il 3,3% degli occupati (il 3,8% in Europa) e i cosiddetti 'lavoratori della conoscenza' (laureati o occupati in settori tecnico-scientifici) rappresentano solo il 13,3% degli occupati (contro il 18,8% della media europea).
www.misuredelbenessere.it
Istat-Cnel: solo metà degli italiani online
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