L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni-AGCOM pubblica l’Osservatorio sulle Comunicazioni relativo all’intero anno 2025: comunicazioni elettroniche; televisione, quotidiani, piattaforme online e servizi postali.
Nel mese di dicembre 2025, il numero totale degli accessi alla rete fissa rimane sostanzialmente invariato sia rispetto al trimestre precedente, sia all'anno precedente, attestandosi a 20,53 milioni di linee. Le dinamiche illustrate indicano un ulteriore aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzata rispetto ai periodi precedenti: il peso delle linee con velocità pari o superiori ai 100 Mbit/s è salito, tra dicembre 2021 e dicembre 2025, dal 61,7% all’83,9%.
Nella rete mobile, a fine dicembre 2025, le sim attive (Human e M2M) sono stimate in poco più di 110 milioni: su base trimestrale, le sim M2M crescono di 164 mila unità, mentre quelle Human (cioè, “solo voce”, “voce+dati” e “solo dati” che prevedono iterazione umana) si riducono di 375 mila unità. Relativamente alle sim complessive, Fastweb+Vodafone è l’operatore leader di mercato con il 29,8%, seguito da TIM (25,5%), Wind Tre (24,2%), Iliad (11,4%), PostePay (4,0%), Coop Voce (2,1%) e Lyca Mobile (1,0%).
Nel settore televisivo gli ascolti nel giorno medio nel 2025 evidenziano una flessione rispetto all’anno precedente, sia considerando il “prime time (20:30-22:30)” (-2,5%), sia prendendo in esame l’“intero giorno” (-2,8%). Ampliando l’arco temporale dell’analisi, emerge una riduzione ancora più evidente della platea televisiva tradizionale. In particolare, confrontando il 2025 con il 2021, si riscontra una dinamica di segno negativo degli ascolti nel giorno medio sia nel prime time (-3,2 milioni di telespettatori; -14,5%), sia nell’intera giornata (-1,3 milioni di telespettatori; -13,7%). Con riferimento ai telegiornali che vanno in onda nella fascia oraria centrale della giornata (12:00-14:30), si può notare una lieve contrazione su base annua del tempo speso dagli utenti, che nel 2025 è pari a circa 192 milioni di ore nel giorno medio. Il tempo speso dagli italiani nel corso del 2025 nella visione delle edizioni serali dei principali telegiornali nazionali (fascia oraria 18:30-21:30) rimane pressoché inalterato: le ore complessive spese dagli utenti passano da 257 nel 2024 a 256 milioni di ore nel medesimo periodo del 2025.
on riferimento all’editoria quotidiana, si conferma anche nei dodici mesi del 2025 la dinamica negativa del comparto che riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti. Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale, pari a 430 milioni di unità (circa 1,6 milioni di copie medie giornaliere nei dodici mesi del 2025), si osserva una flessione su base annua dell’8,1% e del 30,6% rispetto ai dodici mesi del 2021. Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale (copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il 2025 con l’anno precedente del 2% e del 16,9%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (dodici mesi del 2021).
Analizzando i dati di utilizzo delle principali piattaforme online, nel mese di dicembre 2025, quasi 44 milioni di utenti unici hanno navigato in rete, in media ciascuno per un totale di 69 ore e 6 minuti. Con riferimento all’andamento delle audience dei siti e applicazioni di informazione generalista, lo scorso dicembre si sono registrati 37 milioni e 912 mila utenti unici, con una contrazione del 1,9% (-691 mila visitatori), nonché del tempo speso in media (-7 minuti circa) rispetto a dicembre 2024. L’analisi delle piattaforme online di e-commerce evidenzia, con 39 milioni e 213 mila utenti unici registrati a dicembre 2025, un incremento di 439 mila visitatori a fronte di una contrazione del tempo speso (-19 minuti) rispetto allo stesso mese del 2024.
Nel settore postale, la dinamica dei ricavi nel corso del 2025 delle principali imprese presenti sul mercato registra una crescita del 3,6% rispetto al 2024, raggiungendo un valore di poco superiore agli 8,8 miliardi di euro. I servizi di consegna pacchi (comprensivi di quelli nazionali e transfrontalieri, inclusi o meno nel servizio universale) hanno registrato un incremento del 5,4%, mentre i servizi di corrispondenza (rientranti o meno nel servizio universale) mostrano nel complesso una riduzione del 3,3%. I ricavi unitari medi dei servizi di corrispondenza mostrano, su base annua, una crescita del 4,3%, determinata soprattutto dai servizi non inclusi nel Servizio Universale (+10,9%). Allo stesso tempo, quelli relativi ai servizi di consegna dei pacchi nazionali e internazionali hanno fatto segnare flessioni, rispettivamente dello 0,5% e del 4,6%.
Fonte: www.agcom.it