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AI, comunicazione, giornalismo, diritti e democrazia: a Pescara il confronto tra istituzioni, esperti e professionisti

L'intelligenza artificiale sta modificando processi decisionali, organizzazione del lavoro, accesso alle informazioni e relazioni tra cittadini e istituzioni. In questo scenario, il tema della governance delle tecnologie intelligenti assume una rilevanza crescente per la comunicazione pubblica, la tutela dei diritti e la qualità della democrazia.

Da queste premesse è nato l'incontro dedicato a "Intelligenza artificiale, AI Act, etica e diritti", ospitato a Pescara e promosso da Comunicazione Pubblica in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo per approfondire le implicazioni normative, sociali ed etiche dell'adozione dell'IA nei diversi ambiti della vita pubblica e professionale.

Al centro del dibattito il nuovo quadro regolatorio europeo introdotto dall'AI Act, il regolamento con cui l'Unione europea ha definito il primo sistema organico di regole per lo sviluppo e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, fondato su un approccio basato sul rischio e sulla tutela dei diritti fondamentali delle persone, esplorato anche alla luce delle riflessioni offerte dalla Lettera Enciclica Magnifica Humanitas.

L'iniziativa ha rappresentato un'occasione di confronto tra competenze giuridiche, tecnologiche e umanistiche, con particolare attenzione alle ricadute dell'IA nei processi decisionali, nell'informazione, nella formazione e nei servizi rivolti ai cittadini.

Tra i temi affrontati la trasparenza degli algoritmi, la protezione dei dati personali, la prevenzione delle discriminazioni, la necessità di mantenere una supervisione umana significativa e il rapporto tra innovazione tecnologica e responsabilità pubblica. Si tratta di principi che trovano riscontro anche nelle linee guida europee per un'intelligenza artificiale affidabile e nei più recenti orientamenti internazionali sull'etica dell'IA, nonché nel Codice deontologico e di condotta delle comunicatrici e dei comunicatori e del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della cultura digitale e della consapevolezza civica. La trasformazione tecnologica in corso richiede infatti competenze diffuse, capacità critica e una nuova alfabetizzazione che consenta a cittadini, professionisti e amministratori di comprendere opportunità, rischi e limiti degli strumenti basati sull'intelligenza artificiale.

Tra i protagonisti del dibattito il Magnifico Rettore dell'Università di Teramo, Christian Corsi, che ha richiamato l'attenzione sul ruolo della formazione e della ricerca nella costruzione di un ecosistema digitale fondato su competenze, consapevolezza e responsabilità.

Un contributo significativo è arrivato dal Senatore Guido Liris che ha evidenziato l’attenzione istituzionale verso una delle sfide più dirompenti della nostra epoca.

Giovanni Migliore, Direttore Generale della Comunicazione del Ministero della Salute, ha portato l'esperienza di una delle amministrazioni maggiormente coinvolte nelle sfide legate alla trasformazione digitale, alla gestione delle informazioni e alla relazione con cittadini e pazienti.

Sul versante professionale e ordinistico è intervenuto Daniele Imperiale, Vicepresidente dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo, affrontando le implicazioni che l'intelligenza artificiale pone per il giornalismo, la qualità dell'informazione e la tutela dei principi deontologici.

A offrire la prospettiva della comunicazione pubblica sono state la Presidente dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, Leda Guidi, e la Vice Segretaria Generale Sonia Fiucci, che hanno evidenziato la necessità di accompagnare l'innovazione tecnologica con adeguati investimenti in competenze, organizzazione e cultura della comunicazione.

Il dibattito si è arricchito del contributo di Massimo Prosperococco, responsabile della comunicazione dell'Università dell'Aquila, che ha affrontato il tema dell'impatto dell'intelligenza artificiale nei processi di comunicazione e nelle attività delle istituzioni accademiche.

Per il mondo della comunicazione pubblica e istituzionale la sfida è particolarmente rilevante in quanto l'adozione di sistemi intelligenti può contribuire a migliorare accessibilità, personalizzazione e tempestività dei servizi, ma richiede al tempo stesso garanzie di trasparenza, accountability e rispetto dei diritti fondamentali.

I lavori, introdotti e moderati da Marco Magheri, Segretario Generale di Comunicazione Pubblica, hanno evidenziato come la vera sfida non riguardi esclusivamente l'evoluzione tecnologica, ma la capacità delle istituzioni, dei professionisti della comunicazione e del giornalismo di governare il cambiamento mantenendo al centro la persona, i suoi diritti e la qualità della partecipazione democratica.

L'incontro di Pescara conferma come il confronto interdisciplinare sia oggi una condizione indispensabile per governare l'innovazione tutelando libertà, dignità e partecipazione nell'ecosistema digitale.


AI, comunicazione, giornalismo, diritti e democrazia: a Pescara il confronto tra istituzioni, esperti e professionisti